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Dopo la manifestazione, un incontro a gennaio a Roma

Nei siti e nei blog delle donne dal 24 novembre in poi c’è un fitto intrecciarsi di riflessioni e dibattiti sulla grande manifestazione di Roma del 24 novembre scorso. Ognuna avrà la sua opinione, sia che abbia partecipato sia che no. La mia, che ho espresso anche se non ho partecipato alla manifestazione, la trovate qui. Non è un’opinione meditata. Diciamo che è una reazione “a caldo”, man mano che leggevo e vedevo notizie sui telegiornali e giornali online. Uno sbraito, una scenata…posso anche essere più articolata, se mi impegno…in un altro contesto…ma mi è venuto così.
Vorrei, riprendendo il post di Femminismo al Sud e imitandolo, rilanciare la lettera con la quale le organizzatrici della manifestazione Controviolenzadonne invitano a un incontro. Come mi piacerebbe conoscere le opinioni anche delle amiche e compagne di Lilith! perchè non ce le diciamo anche un po’ qui?

ASSEMBLEA NAZIONALE 12 GENNAIO 2008

Care compagne di lotta,

la manifestazione che abbiamo costruito insieme in poco più di un mese, ha superato di gran lunga le aspettative di ognuna di noi. La presa di parola di oltre centocinquantamila donne e lesbiche contro la violenza maschile sulle donne, agita soprattutto in famiglia, è un risultato politico straordinario. Il corteo ha attraversato generazioni e femminismi dando valore alle differenze. Per molte di noi un corteo di donne per le donne ha dato forza alla nostra voce, ai nostri corpi, alla nostra soggettività politica. Consapevoli che quella separatista è una delle pratiche con cui le donne scelgono di esprimersi, siamo interessate a rilanciare una discussione perché non vogliamo prescindere dal dialogo e dal confronto.

Il dato politico più importante è l’instancabile partecipazione di ognuna di noi in questo percorso, la condivisione di una piattaforma comune, l’autodeterminazione con la quale abbiamo rivendicato contenuti, pratiche e finalità, la sintonia con cui abbiamo risposto alla prevaricazione di soggetti istituzionali e partitici che, con politiche familiste e sessiste, hanno disconosciuto la libertà di scegliere delle donne. La nostra lotta contro la violenza passa necessariamente attraverso la libertà e l’autodeterminazione delle donne e delle lesbiche, messe in discussione da una proposta di modifica peggiorativa della 194, dal mantenimento della legge 40, dalle politiche pro famiglia avanzate dal governo grazie all’istituzione di un ministero ad hoc, dal pacchetto sicurezza.

Avevamo dichiarato in più occasioni (appello e comunicati stampa) di essere antifasciste, antirazziste e antisessiste.

È per questa ragione che ci siamo riappropriate del corteo e della piazza spontaneamente e collettivamente. Altro che violenza, la nostra contestazione è stata una forma di autodifesa. Non è forse violenza il comportamento di sopraffazione di chi non ha voluto ascoltare il contenuto di questa giornata di lotta? Non è forse violenza non rispettare le nostre pratiche di rifiuto della delega e delle logiche di rappresentanza?

“Quando le donne dicono no, vuol dire no”. Le parlamentari e le ministre contestate hanno tentato di togliere la parola alle donne del corteo per ottenere visibilità e sostenere politiche in contrapposizione con i contenuti della manifestazione. Hanno cercato di strumentalizzare il nostro movimento anche grazie al salotto mediatico allestito da La 7, venuta meno agli accordi presi.

Le contestazioni hanno contribuito a chiarire sui media la distanza delle nostre posizioni politiche con quelle istituzionali, la differenza tra protagonismo collettivo e presenzialismo opportunista, l’affermazione della soggettività femminista, lesbica e femminile contro la mercificazione dei nostri corpi. E la chiamano antipolitica… noi la chiamiamo coerenza dei nostri percorsi politici.
Nostra esigenza e desiderio è ora una valutazione collettiva del percorso e della giornata che ha segnato il 24 novembre.

Per questo proponiamo un’assemblea nazionale il 12 gennaio a Roma come luogo di espressione, di incontro e di relazione, strumento e pratica utile a dare continuità al nostro movimento con una reale condivisione di pratiche e di percorsi. Ma rimaniamo aperte ad altre proposte che potrebbero venire da reti territoriali differenti.

Saluti femministi.
L’Assemblea romana

Incontro a Cagliari con Ida Dominjanni

 

Centro Documentazione e studi delle Donne
CAGLIARI

 
Conversazione con Ida Dominijanni

 


Forme e pratiche della politica

 

Cagliari, Martedì 6 novembre 2007

ore 18, Via Lanusei 19/a – sala Eleonora d’Arborea

 

 

Il Laboratorio del Centro Studi e documentazione delle donne incontra Ida Dominijanni sulle forme e le pratiche della politica, a partire dal suo contributo nell’ultimo lavoro collettivo della comunità filosofica Diotima “L’ombra della madre” (Liguori ed., 2007).

 

 

 

 

spigolature 2

Un commento all’articolo, pubblicato sul sito “LAVOCE.INFO”, di Giampiero Della Zuanna, consulente del Ministro per le Politiche familiari (mi risulta che il ministro sia una ministra, ma si sa.., non è che il genere del titolo condiziona il contenuto?), articolo che annunciava le ulteriori misure, oltre a quelle strettamente finanziarie già prese, che l’attuale governo dovrebbe prendere per conciliare incremento demografico e occupazione femminile in Italia:

” Ben vengano le misure di conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di vita prese dall’attuale governo, ma, secondo me, perché siano veramente incisive occorre siano accompagnate da modificazioni anche nella cultura di chi le propone. In questo senso parlare come fa De Zuanna di ” misure di cura alternative (come le sezioni primavera, i nidi integrati) e – le organizzazioni di mamme di giorno- significa riproporre il luogo comune del lavoro di cura come responsabilità prima delle donne e non di entrambi i genitori. Così si rincorrono i problemi, senza tentare di risolverli alla radice, e soprattutto non si cambiano le mentalità e il costume sociale.
Forse occorrerebbe tenere in maggior conto le analisi delle studiose dei temi sociali degli ultimi vent’anni, regolarmente pubblicate in monografie, disponibili in relazioni e interventi pubblici.